anothertearintherain

Vorrei che la Disney avesse finalmente la brillante idea di fare un film in cui la principessa non sia taglia 42, ma sia autolesionista, testarda, facciamo pure che fumi Marlboro Rosse ogni mattina prima di andare a palazzo. E facciamo anche che invece delle scarpette di cristallo perda delle Dr Martens, che voglio vedere poi che principe coraggioso gliele riporta. E se Biancaneve ha pensieri suicidi ogni sera? Se invece di buttare la treccia dalla torre, Raperonzolo pensa di tuffarsi di sotto senza aspettare che qualcuno la salvi?

A circa non so quanto, forse sei mesi da quando ho scritto questo stato vi dico che le principesse sono belle così. E vi prego non fumate, non tagliatevi ma salvatevi e basta, è stupido stare male per niente. Visto che ha avuto così tante condivisioni vorrei solo spargere la voce e dire che anche se avete un problema, e tutti ce l’abbiamo, può essere risolto, qualsiasi problema sia. Anche io non riuscivo a vedere altro che buio, e il risultato era quello stato ma poi è passato. Basta alzare il culo e provarci, è questo che fanno le vere principesse. Grazie.

|Anothertearintherain. (via anothertearintherain)
lezionidivoloperprincipianti
Questa sera io sono qua perché vi voglio raccontare della straordinaria capacità che le donne hanno di credere. Perché ho scoperto che ci sono anche donne, ancora della mia età, che credono nelle favole e mi domando perché, però. Perché le donne credono nelle favole se le favole non credono nelle donne. Ci avete mai fatto caso, come sono le donne nelle favole? Così soavi, così romantiche, così dementi, no? Esempio, Cappuccetto Rosso, tre donne tre deficienti. Deficiente la nonna perché, voglio dire, hai l’età di Matusalemme, non sei autosufficiente, che cacchio vai a fare a vivere da sola su un bricco dimenticato da Dio, che neanche il nonno di Heidi ti viene a trovare? Ti fai dare l’accompagnamento e ti prendi un monolocale sotto casa di tua figlia, no? Deficiente la figlia perché mica ci va lei a badare alla madre, no, ci manda sua figlia. Di quattro anni. Hai capito? Allora, siccome la manda nel bosco che cosa fa per proteggerla, le regalerà una mimetica? No, va da Valentino e le fa confezionare un cappuccetto rosso fuoco, che Barbablù la vede anche a 40 chilometri di distanza. Che brava la mamma. Deficiente anche la bambina! Mi spiace dirlo ma anche la bimbetta c’ha le sue, che cammina per il bosco e vede un lupo, che cosa fa, scappa? No. Si ferma e gli racconta tutti i cazzi suoi. E per aiutarlo a orientarsi meglio nel trovare la casa della nonna gliela indica su Google Maps. Ma non è finita perché dopo che ci ha parlato per tre ore lo vede cinque minuti dopo con una cuffietta e non lo riconosce.
La Bella Addormentata nel bosco? Va bene, partiamo dall’inizio. La regina non riesce ad avere bambini, e dopo diversi tentativi falliti, finalmente all’età di Gianna Nannini riesce ad avere la prima, molto bene, festa, gioia, gaudio, no? Fanno un mega-party e invitano tutti, ma proprio tutti, tranne pochi. L’unica che la mamma si dimentica di invitare chi è? L’unica strega del reame. Ecco, hai capito? Che si chiama Malefica, non è che si chiama Fiore di Mirtillo ‘sta qui, è ovvio che si incazza un attimino. Lancia l’anatema sulla bambina, lo conosciamo tutti, giusto? “Quando compirai 18 anni ti pungerai il dito con un fuso e cadrai addormentata” e siccome nel regno tutti amano questo fagottino, si premurano di ricordarglielo, compleanno dopo compleanno. Primo compleanno “Auguri amore mio! A cento di questi giorni! Cento… 18 dai, eh, accontentati, vero? Sì, perché quando compirai 18 anni ti pungerai con un fuso e cadrai addormentata”, secondo compleanno “eh come passa il tempo quando ci si diverte, eh? Divertiti finché puoi, perché quando compirai 18 anni amore mio ti pungerai con un fuso e cadrai addormentata”, terzo compleanno: “Meno 15! Amore guarda fatti furba: dalla via a 17, perché quando compirai 18 anni ti pungerai con un fuso e cadrai addormentata”. Cosa fanno? Glielo ripetono per tutti i compleanni, lei compie 18 anni cosa fa? “Oh, un fuso!”
Biancaneve, parliamo di Biancaneve. Intanto partiamo dal nome, Biancaneve che nome è? È la principessa più ricercata da tutti i pusher del reame, dai! La favola più adatta da raccontare a tua figlia, no? Proprio prima di andare a dormire: “C’era una volta una bambina alla quale morì subito la mamma, il papà si risposò con una stronza terrificante che siccome è gelosa di lei la vuole morta. Buonanotte amore, sogni d’oro!”.
La storia la sappiamo, no? Incarica il guardiacaccia e dice “Allora ci pensi tu, la fai fuori, ma come prova mi porti il cuore” il guardiacaccia ovviamente intenerito fa fuori un cervo che poi si è venuto a scoprire che era la madre di Bambi… una tragedia.
Va beh, lei, principessa “Oddio, oddio” scappa nel bosco, “Dove vado dove non vado?” vede una catapecchia putrescente, che proprio è evidente che non è mai stata pulita. Che cosa fa? Bussa, le vengono ad aprire degli acari grossi così che si fanno le canne, lei entra con fiducia e si sdraia sui letti. Arrivano i padroni di casa, marito e moglie? No. Una comunità di 7 nanetti, probabilmente un nuovo gruppo di Facebook che vive là. Ovviamente che cosa fanno, si inteneriscono anche loro “Come possiamo aiutare questa principessina, come possiamo aiutare questa principessina… Ma teniamola qui, facciamone la nostra serva” e lei “Sì! Che bella idea, perché non ci ho pensato io?!” e via a ramazzare, pulire, cucire, rammendare mutande per sette nanetti. E fischietta nel frattempo… ma che cazzo ti fischietti?!
Ora la matrigna lo scopre, dice “Ok, vado io, ci penso io”, va dallo stesso stilista di Cappuccetto Rosso e dice: “Senti mi serve un travestimento raffinato… che mi faccia proprio passare inosservata come innocua vecchina che vende le mele” “Certo!”
“Eccola qua, prendi la mela Biancaneve!” lei cosa fa? Cioè minimo minimo le tiri una badilata in testa, no? “Oh la mela, oh il fuso” stesso elettroencefalogramma piatto di quella là.
Va beh insomma, mangia la mela, muore ‘sta qua, finalmente, arrivano i nani, porranno fine alle sofferenze di ‘sta ragazza, la seppelliranno?
No. La mettono in una teca di vetro e la guardano decomporsi.
A un certo punto arriva anche il principe azzurro, che ho già avuto modo di dirlo, scusatemi , lo ribadisco ma il principe azzurro non esiste, perché uno che viene su un cavallo bianco con i leggings azzurri è gay! Se fosse stato etero veniva giù con una bella camicia a quadri, ruttando, giusto? Va bene, vede questa cosa straordinaria, dice “No! Che bellissima idea! La morta nell’acquario trasparente, dai! La metto come centrotavola nella prossima festa, ma sai che invidia il Dolce e il Gabbana? Dai che vi aiuto io a portarla al castello!” mai fatto una cippa, scende da cavallo, tacco 12, si rompe il tacco, urta la teca, la teca si apre, Biancaneve rotola fuori, sbatte la testa contro un sasso, trauma cranico, sputa la mela, lo vede e dice: “Ti amo, sposiamoci!” e vissero per sempre felici e contenti. Chi? Un gay e una decerebrata.
Debora Villa (via lezionidivoloperprincipianti)
destroyedandsad

destroyedandsad:

Mi chiamo Hazel. 
Augustus Waters è stato il grande amore avversato dalle stelle della mia vita. La nostra è stata una storia d’amore epica, e io non riuscirò ad aggiungere nemmeno un’altra frase senza scomparire in una pozza di lacrime. Gus sapeva. Gus sa. 
Non vi racconterò la nostra storia d’amore perché come tutte le vere storie d’amore morirà con noi, come deve. Speravo che facesse lui il discorso funebre per me, perché non c’è nessun altro che vorrei lo facesse… Non posso parlare della nostra storia d’amore, quindi vi parlerò di matematica. 
Non sono un matematico, ma una cosa la so: ci sono infiniti numeri tra 0 e 1. C’è 0,1 e 0,12 e 0,112 e una lista infinita di altri numeri. Naturalmente c’è una serie infinita di numeri ancora più grande tra 0 e 2, o tra 0 e un milione. Alcuni infiniti sono più grandi di altri infiniti. Ce l’ha insegnato uno scrittore che un tempo abbiamo amato. 
Ci sono giorni, e sono molti, in cui mi pesano le dimensioni della mia serie infinita. Vorrei più numeri di quanti è probabile che ne vivrò, e Dio, voglio più numeri per Augustus Waters di quelli che gli sono stati concessi. 
Ma Gus, amore mio, non riesco a dirti quanto ti sono grata per il nostro piccolo infinito. 
Non lo cambierei con niente al mondo. Mi hai regalato un per sempre dentro un numero finito, e di questo ti sono grata.